Robert Francis Prevost, missionario agostiniano, americano, è il nuovo papa. Sarà Leone XIV

Le sue prime parole: «La pace sia con tutti voi»

Alle 18:07 la fumata bianca. Hanno cominciato a suonare le campane del Vaticano (in piazza San Pietro erano radunate 20mila persone), di Roma, di tutta Italia e di tutte le chiese cattoliche del mondo. Anche a Genova, a cominciare dalla cattedrale, s’è udito lo scampanio che annuncia l’investitura.

Fumata bianca, poco dopo le 18:00, dalla Cappella Sistina dove erano riuniti i cardinali per il conclave. Il nuovo pontefice, il 267º, è stato eletto al quarto scrutinio, nel secondo giorno di conclave. Anche Bergoglio, Papa Francesco, era stato eletto nella seconda giornata, ma al quinto scrutinio.
Ad attendere il nuovo papa, in prima fila, in piazza San Pietro, i cardinali non elettori, ultraottuagenari. Sono tre e tra questi c’è l’ex presidente della Cei ed ex arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco.
Con l’elezione avvenuta l’8 maggio 2025, Robert Francis Prevost è diventato il 267º Papa della Chiesa cattolica, vescovo di Roma e sovrano dello Stato della Città del Vaticano, assumendo la guida spirituale di oltre un miliardo di fedeli nel mondo. Americano di nascita, di origini francesi, italiane e spagnole, Prevost è il *non italiano ad ascendere al soglio pontificio in epoca moderna e il nono pontefice sovrano dello Stato vaticano.
Una vocazione internazionale
Nato a Chicago il 14 settembre 1955, da Louis Marius Prevost e Mildred Martínez, Robert Francis Prevost è cresciuto in una famiglia multiculturale e profondamente cattolica. Dopo il diploma presso il seminario minore agostiniano, ha conseguito una laurea in scienze matematiche e filosofia presso l’Università di Villanova. La sua formazione religiosa è proseguita con la professione solenne nell’Ordine di Sant’Agostino e con l’ordinazione sacerdotale avvenuta a Roma nel 1982.
Missione in Perù e leadership agostiniana
Negli anni ’80 e ’90 ha operato come missionario in Perù, dove è stato cancelliere della diocesi di Chulucanas, rettore e docente nei seminari, parroco fondatore e giudice ecclesiastico. Questa lunga esperienza pastorale nel Sud America ha forgiato una figura profondamente attenta ai bisogni delle comunità locali, alla formazione del clero e al dialogo interculturale.
Dal 2001 al 2013 ha guidato l’Ordine di Sant’Agostino come priore generale, esercitando un ruolo centrale nel governo e nella riforma dell’ordine a livello globale.
L’ascesa nell’episcopato e nella Curia
Nel 2014 papa Francesco lo ha nominato amministratore apostolico di Chiclayo, diocesi peruviana di cui è diventato vescovo titolare l’anno successivo. All’interno della Conferenza Episcopale Peruviana, ha ricoperto incarichi di rilievo occupandosi di cultura, educazione e amministrazione.
Il suo profilo di canonista e pastore esperto lo ha portato a Roma, dove il 30 gennaio 2023 è stato nominato prefetto del Dicastero per i vescovi, uno degli incarichi più delicati della Curia romana. Contestualmente ha assunto anche la presidenza della Pontificia Commissione per l’America Latina.
Il 30 settembre 2023, papa Francesco lo ha creato cardinale diacono di Santa Monica, assegnandogli nel 2025 il titolo della sede suburbicaria di Albano, con l’ingresso nell’ordine dei cardinali vescovi, il più alto grado cardinalizio.
Eletto papa dopo la morte di Francesco
Dopo la morte di papa Francesco nell’aprile 2025, il conclave ha scelto Prevost come nuovo pontefice. La sua elezione è stata accolta con grande interesse e fiducia, data la sua lunga esperienza missionaria, il radicamento nell’America Latina e il servizio nel cuore della Curia.
Una Chiesa globale, sinodale e vicina ai popoli
Conosciuto per la sua umiltà, riservatezza e visione riformatrice, papa Robert I (nome pontificale ancora da confermare al momento della redazione) porta nel pontificato un respiro internazionale e multiculturale. Parla fluentemente inglese, spagnolo, italiano, francese e portoghese, e legge latino e tedesco. La sua biografia riflette un cammino ecclesiale aperto al dialogo tra le culture, attento alla formazione del clero, ai poveri e alla sinodalità della Chiesa.
La sua elezione avviene in un momento storico cruciale, segnato da crisi ambientali, tensioni globali, sfide migratorie e richieste di rinnovamento ecclesiale. Con la sua guida, la Chiesa cattolica si prepara ad affrontare un nuovo capitolo, con lo sguardo rivolto al Sud del mondo, al dialogo interreligioso e a un rinnovato impegno per la giustizia sociale.
I commenti locali
«Con l’elezione, oggi, di Robert Francis Prevost inizia un nuovo capitolo nella millenaria storia della Chiesa, dopo il pontificato di Jorge Mario Bergoglio. In un momento di grande complessità a livello internazionale come quello che stiamo vivendo, guardiamo con profonda fiducia al Santo Padre e alla centralità spirituale e morale che la sua figura è chiamata a ricoprire. Siamo certi che il nuovo pontefice saprà essere, come sempre, non solo guida, punto di riferimento ed esempio per i fedeli in Liguria e nel resto del mondo, ma che anche saprà parlare ed essere fonte di ispirazione per tutta la società, in quanto testimone dei valori del cristianesimo, che rimangono elementi fondativi della nostra cultura occidentale. La comunità ligure sarà pronta ad accoglierlo se e quando il neoletto Santo Padre deciderà di visitarla. Lo aspettiamo». Così il presidente della Regione Liguria a nome della Giunta regionale in occasione dell’elezione al soglio pontificio di Leone XIV.
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Articolo in aggiornamento


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